Il porridge di amaranto con albicocche è una colazione vegetale cremosa, naturalmente senza glutine e diversa dal classico porridge preparato con i fiocchi d’avena. L’amaranto, cuocendo lentamente nell’acqua e nella bevanda vegetale, assume una consistenza morbida e avvolgente, simile a quella di una piccola polentina.
Ma il motivo per cui vale davvero la pena riscoprirlo non riguarda soltanto la consistenza. L’amaranto è uno pseudocereale dal profilo nutrizionale molto interessante: apporta proteine vegetali, ferro, fibre e diversi minerali ed è caratterizzato da una composizione aminoacidica più equilibrata rispetto a quella di molti cereali comuni.
Servito con albicocche leggermente caramellate, semi di canapa e crema di nocciole, diventa una colazione completa, piacevole e naturalmente dolce.
Porridge di amaranto con albicocche: una colazione diversa dal solito
Quando pensiamo al porridge, il primo ingrediente che ci viene in mente è quasi sempre l’avena. In realtà, anche altri cereali e pseudocereali possono essere utilizzati per preparare una colazione calda e cremosa.
L’amaranto è particolarmente adatto perché i suoi minuscoli chicchi, una volta cotti, rilasciano amido e tendono ad addensare naturalmente il liquido. Il risultato non è identico al porridge d’avena: rimane leggermente granuloso, ma allo stesso tempo morbido, cremoso e molto appagante.
Il suo sapore è delicato, con una nota leggermente tostata e terrosa che si abbina bene alla dolcezza delle albicocche e della crema di nocciole.
Che cos’è l’amaranto
Nonostante venga utilizzato in cucina in modo simile a un cereale, l’amaranto non appartiene alla famiglia delle graminacee. È quindi considerato uno pseudocereale, proprio come la quinoa e il grano saraceno.
I suoi semi possono essere cotti interi, trasformati in farina oppure fatti scoppiare con il calore, ottenendo una sorta di amaranto soffiato. Nella versione in chicchi è perfetto per porridge, zuppe, polpette vegetali e insalate.
Dal punto di vista nutrizionale, l’amaranto si distingue per il contenuto di proteine, fibre e minerali e per il suo profilo di aminoacidi essenziali. Le ricerche sui pseudocereali evidenziano infatti una composizione proteica particolarmente interessante rispetto a quella di molti cereali tradizionali. In questo approfondimento scientifico su amaranto e quinoa vengono analizzati il loro valore nutrizionale e la presenza di proteine, fibre, vitamine e minerali.

Le proteine complete dell’amaranto
Uno degli aspetti più interessanti dell’amaranto è la qualità delle sue proteine.
L’amaranto contiene tutti gli aminoacidi essenziali, cioè quelli che il nostro organismo non è in grado di produrre autonomamente e che devono quindi essere introdotti attraverso l’alimentazione. Per questo viene spesso descritto come un alimento contenente proteine complete.
In particolare, presenta una buona quantità di lisina, un aminoacido che tende invece a essere meno rappresentato nei cereali come frumento, riso e mais. Il suo profilo aminoacidico risulta quindi più equilibrato rispetto a quello di molti cereali tradizionali.
Questo non significa che una porzione di amaranto possa sostituire automaticamente una fonte proteica più concentrata come legumi, tofu o tempeh. La qualità delle proteine e la quantità totale sono due aspetti diversi. Tuttavia, utilizzare l’amaranto al posto di un cereale raffinato permette di aumentare e diversificare l’apporto proteico della colazione.
In questa ricetta, anche i semi di canapa e la crema di nocciole contribuiscono ad arricchire ulteriormente il pasto con proteine vegetali e grassi insaturi.
Amaranto e ferro vegetale
L’amaranto è anche un’interessante fonte vegetale di ferro. Questo minerale è coinvolto nella formazione dell’emoglobina e nel trasporto dell’ossigeno all’interno dell’organismo.
Il ferro presente negli alimenti vegetali è principalmente ferro non eme. Il suo assorbimento è più variabile rispetto a quello del ferro eme e può essere influenzato dalla composizione complessiva del pasto.
Per favorirne l’assorbimento è utile abbinare le fonti vegetali di ferro ad alimenti contenenti vitamina C. Le albicocche apportano una piccola quantità di questa vitamina, ma per rendere l’abbinamento ancora più efficace puoi servire il porridge con altra frutta fresca, come fragole, kiwi o frutti di bosco, oppure aggiungere qualche goccia di succo di limone alle albicocche.
È importante anche non considerare il singolo alimento in modo isolato: ciò che conta è la varietà delle fonti di ferro inserite durante l’intera giornata, insieme a legumi, tofu, semi, frutta secca, verdure e cereali integrali.

Un porridge naturalmente senza glutine
Il porridge di amaranto con albicocche è naturalmente senza glutine, perché l’amaranto non contiene le proteine del glutine presenti in frumento, farro, orzo e segale.
Può quindi rappresentare un’alternativa interessante per chi desidera variare la propria alimentazione o deve seguire una dieta senza glutine. La Celiac Disease Foundation include infatti l’amaranto tra gli pseudocereali e gli alimenti amidacei naturalmente gluten free.
In caso di celiachia, però, è importante acquistare un amaranto che riporti chiaramente sulla confezione la dicitura “senza glutine”. Anche un alimento naturalmente privo di glutine può infatti subire contaminazioni durante la coltivazione, il confezionamento o la lavorazione.
Lo stesso controllo deve essere effettuato sulla bevanda vegetale e su tutti gli altri ingredienti utilizzati per completare il porridge.
Fibre e minerali dell’amaranto
Oltre a ferro e proteine, l’amaranto apporta fibre e diversi minerali, tra cui magnesio, fosforo e manganese.
Le fibre contribuiscono a rendere la colazione più saziante e supportano la regolarità intestinale all’interno di un’alimentazione varia. Il magnesio e il fosforo partecipano invece a numerosi processi fisiologici, compresi il metabolismo energetico e il mantenimento della normale struttura di ossa e denti.
Utilizzare pseudocereali come amaranto, quinoa e grano saraceno è quindi un modo semplice per aumentare la varietà degli alimenti consumati, evitando di utilizzare sempre e soltanto avena, riso o prodotti a base di farine raffinate.
Perché mettere l’amaranto in ammollo
L’ammollo non è indispensabile per la riuscita del porridge, ma può essere utile.
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Come altri semi, cereali, legumi e frutta secca, anche l’amaranto contiene fitati, composti naturalmente presenti negli alimenti vegetali che possono legarsi ad alcuni minerali e ridurne parzialmente l’assorbimento.
Lasciare l’amaranto in ammollo per qualche ora o per tutta la notte, eliminare l’acqua utilizzata e risciacquarlo prima della cottura può contribuire a ridurre una parte di questi composti. L’effetto può comunque variare in base al tempo di ammollo e alle successive modalità di preparazione.
L’ammollo può inoltre rendere la cottura leggermente più veloce e il risultato finale più morbido. Se non hai tempo, puoi semplicemente sciacquare molto bene l’amaranto con un colino a maglie fini e procedere con la ricetta.
Albicocche, semi di canapa e crema di nocciole
Ogni elemento utilizzato per completare questo porridge ha una funzione precisa.
Le albicocche aggiungono dolcezza, freschezza e una piacevole nota acidula. Saltate brevemente in padella con poco sciroppo d’acero e un filo d’acqua, diventano morbide e succose senza bisogno di aggiungere grandi quantità di zucchero.
I semi di canapa aumentano il contenuto di proteine, fibre e grassi insaturi, mentre la crema di nocciole rende la colazione più cremosa e appagante. Per una scelta semplice, utilizza una crema composta esclusivamente da nocciole, senza zuccheri o oli aggiunti.
L’abbinamento tra amaranto, frutta, semi e crema di frutta secca permette di costruire una colazione più completa rispetto a una preparazione composta soltanto da cereali e zuccheri.

Come rendere il porridge di amaranto più proteico
Il porridge contiene già proteine provenienti dall’amaranto, dai semi di canapa e dalla crema di nocciole. Se desideri aumentare ulteriormente la quota proteica, puoi utilizzare una bevanda vegetale di soia senza zuccheri aggiunti al posto di quella di avena o mandorla.
Puoi anche servirlo con qualche cucchiaio di yogurt di soia al naturale oppure aggiungere una piccola quantità di proteine vegetali in polvere, regolando il liquido per mantenere la consistenza cremosa.
Non è necessario rendere ogni colazione estremamente proteica. Tuttavia, inserire una fonte di proteine insieme ai carboidrati e ai grassi può aiutare a ottenere un pasto più completo e soddisfacente.
Come personalizzare il porridge di amaranto con albicocche
La base di amaranto può essere personalizzata in base alla stagione e agli ingredienti disponibili.
Al posto delle albicocche puoi utilizzare:
- pesche o nettarine;
- pere cotte con cannella;
- mele saltate in padella;
- prugne;
- frutti di bosco;
- fichi freschi.
La crema di nocciole può essere sostituita con crema di mandorle, anacardi, pistacchi o arachidi. Puoi inoltre aggiungere cannella, vaniglia, scorza di limone o cardamomo durante la cottura.
Per creare un contrasto croccante, completa il porridge con nocciole tritate, mandorle, pistacchi oppure qualche cucchiaio di amaranto soffiato.
Il porridge di amaranto si può preparare in anticipo?
Il porridge può essere preparato in anticipo e conservato in frigorifero, all’interno di un contenitore chiuso, per circa 2-3 giorni.
Raffreddandosi tende ad addensarsi molto. Al momento di servirlo, trasferiscilo in un pentolino e aggiungi un po’ di acqua o bevanda vegetale. Scaldalo a fuoco basso mescolando fino a recuperare una consistenza cremosa.
Anche le albicocche possono essere preparate in anticipo e conservate separatamente. Semi e crema di nocciole, invece, è preferibile aggiungerli soltanto al momento di servire.
Una colazione vegetale semplice e nutriente
Il porridge di amaranto con albicocche è una ricetta utile soprattutto per imparare a variare le fonti di cereali e pseudocereali utilizzate durante la settimana.
È naturalmente senza glutine, apporta ferro e proteine vegetali dal buon profilo aminoacidico e può essere personalizzato facilmente con la frutta di stagione.
Non serve cercare ingredienti complicati per costruire una colazione nutriente. A volte è sufficiente riscoprire un alimento poco utilizzato, cuocerlo con calma e abbinarlo a frutta, semi e una buona crema di frutta secca.
Per altre idee cremose puoi provare anche il nostro porridge freddo ai mirtilli. Se invece cerchi un’altra colazione naturalmente senza glutine, scopri i pancakes al grano saraceno vegani e senza glutine.
E per utilizzare ancora le albicocche di stagione, prova la nostra bruschetta dolce con albicocche caramellate e ricotta vegetale.
Domande frequenti sul porridge di amaranto con albicocche
L’amaranto contiene glutine?
No, l’amaranto è uno pseudocereale naturalmente privo di glutine. In caso di celiachia è comunque necessario scegliere un prodotto certificato senza glutine, per evitare possibili contaminazioni.
Le proteine dell’amaranto sono complete?
L’amaranto contiene tutti gli aminoacidi essenziali e presenta una quantità di lisina superiore a quella di molti cereali. Per questo le sue proteine vengono spesso definite complete. La quantità proteica totale della porzione rimane però importante e va considerata nel contesto dell’intera giornata.
È obbligatorio mettere l’amaranto in ammollo?
No, l’ammollo è facoltativo. Può aiutare a ridurre una parte dei fitati e ad ammorbidire i chicchi, ma il porridge può essere preparato anche utilizzando amaranto semplicemente sciacquato molto bene.
Perché il porridge di amaranto rimane leggermente granuloso?
I chicchi di amaranto sono molto piccoli ma non si sciolgono completamente durante la cottura. Il risultato è quindi cremoso, ma conserva una caratteristica consistenza leggermente granulosa, diversa da quella dei fiocchi d’avena.
Come posso aumentare l’assorbimento del ferro?
Puoi abbinare l’amaranto a una fonte di vitamina C, per esempio kiwi, fragole, frutti di bosco oppure qualche goccia di succo di limone. Anche l’ammollo e una dieta varia possono contribuire a migliorare la disponibilità complessiva dei minerali.
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Entra in AcademyPorridge di amaranto con albicocche
Ingredienti
Per il porridge:
- 150 g amaranto
- 400 ml acqua
- 200 ml bevanda vegetale di avena o mandorla senza zuccheri aggiunti
- un pizzico di sale
Per completare:
- 4-5 albicocche mature
- 1 cucchiaio di sciroppo d’acero o di riso
- 1-2 cucchiai di acqua
- q.b. semi di canapa
- q.b. crema di nocciole 100%
Istruzioni
- Sciacqua accuratamente l’amaranto sotto l’acqua corrente aiutandoti con un colino a maglie molto fini.
- Se hai tempo, lascialo in ammollo per qualche ora oppure per tutta la notte. Questo passaggio non è obbligatorio, ma può aiutare a ridurre il contenuto di fitati e ad accorciare leggermente i tempi di cottura. Trascorso il tempo di ammollo, scolalo e risciacqualo nuovamente.
- Trasferisci l’amaranto in un pentolino insieme ai 400 ml di acqua e porta a bollore. Abbassa la fiamma e cuoci per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto.
- Aggiungi la bevanda vegetale e un pizzico di sale. Prosegui la cottura a fuoco basso per altri 10 minuti circa, mescolando frequentemente, finché l’amaranto avrà assorbito buona parte del liquido e raggiunto una consistenza densa e cremosa, simile a quella di una polentina morbida.
- Se il porridge dovesse asciugarsi troppo, aggiungi ancora un goccio di bevanda vegetale. Considera che, raffreddandosi, tenderà ad addensarsi ulteriormente.
- Nel frattempo, lava le albicocche, dividile a metà, elimina il nocciolo e tagliale a spicchi. Trasferiscile in una padella con lo sciroppo d’acero e uno o due cucchiai di acqua. Cuocile per pochi minuti, finché saranno leggermente morbide e ricoperte da uno sciroppo lucido, senza farle sfaldare completamente.
- Distribuisci il porridge di amaranto nelle ciotole e completalo con le albicocche, i semi di canapa e un cucchiaino di crema di nocciole. Servilo caldo oppure tiepido.




