Lo straordinario potere della natura: Forest Therapy

Dobbiamo usare questo periodo come momento di grande riflessione personale, dobbiamo iniziare a rallentare e a concederci spazi interiori di contemplazione e di riorganizzazione. Riteniamo sia importante un riavvicinamento alla natura e un contatto concreto con Madre Terra, abbiamo bisogno di ripulire la nostra coscienza attraverso frequenze naturali

La vita è sempre più frenetica e ci costringe a correre sempre più forte, facendoci dimenticare quello che siamo veramente e qual è la nostra missione. Dobbiamo rallentare e ritornare a guardare il cielo, gli alberi, gli animali, gli occhi delle persone, iniziare a salutare uno sconosciuto, aiutare un essere vivente in difficoltà, prendersi dei momenti per noi stessi, leggere un libro, cucinare insieme…

Ritorniamo ad essere umani, rallentiamo e modifichiamo la nostra quotidianità, quella stessa quotidianità che ci ha portato ad essere quello che siamo, per ciò solo cambiandola possiamo trovare la via d’uscita.

Cerchiamo di non inventare scuse, noi possiamo fare tutto quello che vogliamo. Cerchiamo di lanciare una nuova moda – creiamo del bene in funzione degli altri senza voler nulla in cambio, solo per la voglia di farlo. Stiamo più attenti a quello che succede intorno a noi e ritorniamo in mezzo alla natura.

I viaggi mistici di Chakruna

L’11, 12, 13 giugno insieme ai nostri amici Lorenzo e Jacopo di Chakruna Way of Living (https://chakruna.org/) abbiamo organizzato il primo “Italian Vegan Tribe Meetup” immerso nei boschi di Gubbio, presso tenuta di Fassia, dove insieme abbiamo vissuto grandi emozioni attraverso riti sciamanici peruviani e cerchi di condivisione.

(Il gruppo di Italian Vegan Tribe è nato a giugno del 2020 su Instagram, da un’esigenza di creare una community che condivide gli stessi valori, ovvero l’etica, rispetto per la natura ed importanza di mangiare 100% vegetale. Puoi seguire il profilo su Instagram.)

Lorenzo e Jacopo sono fondatori della Compagnia di viaggi mistici per esploratori dell’Essere chiamata “Chakruna Way of Living”. Lorenzo da oltre 10 anni si occupa di organizzazione eventi e comunicazione digitale nel mondo del benessere, Jacopo è un esperto di Tecniche ipnotiche ed energetiche ed è un docente di Cinematografia. 

Nel 2015 sono partiti, zaino in spalla, per un viaggio in Perù, viaggio che si è rivelato iniziatico. Nella Valle Sacra degli Inca, a Cuzco, hanno conosciuto i loro maestri curanderos e hanno vissuto presso alcune comunità native nelle Ande e in Amazzonia. Durante quel primo viaggio è nata la Compagnia di Viaggi Mistici, per permettere ai nostri amici di vivere le stesse esperienze. 

Nel 2017 poi la Compagnia ha accolto nuove guide e nuovi itinerari. Così i viaggi, oltre al Perù, si sono estesi alla Thailandia, alla Cambogia, alla Bolivia, alla Tanzania, in Bosnia, a Bali.

Dal 2018 hanno trascorso metà dell’anno tra le Ande e l’Amazzonia Peruviana e in Oriente, dove hanno realizzato numerosi progetti, che solo 10 anni fa sembravano impossibili.

Nel 2020, il lockdown, li ha sorpresi all’estero: Jacopo era in esplorazione in Myanmar (ex Birmania) per disegnare un nuovo itinerario per Chakruna, e quando il visto stava per scadere, data la situazione in Italia, non è rientrato ma ha preso un biglietto per Bali, dove aveva già diversi contatti e poteva proseguire i suoi studi di yoga e della cultura balinese; invece Lorenzo, che era partito per Panama per un ritiro spirituale con varie tribù indigene in una remota spiaggia, non ha più potuto tornare in Perù e si è rifugiato in un ecovillaggio nella giungla, con altre 20 persone provenienti da 16 paesi differenti. Da questa esperienza è nato il suo libro “La mia quarantena nella Giungla”.

Bagno di Foresta


Questi vissuti li hanno ispirati ad approfondire la scienza che c’è dietro la connessione dell’essere umano con la natura, che è nata in Giappone dagli studi del Professore e immunologo Qing Li, e del ricercatore e divulgatore Yoshifumi Miyazaki, chiamata nel paese del Sol Levante Shinrin Yoku, tradotta in italiano: Bagno di Foresta, e in inglese Forest Bathing. In Italia esiste una scuola di Medicina Forestale, di cui hanno l’onore di esplorare il potere della natura in veste di studenti del corso sulla Forest Therapy.

Lorenzo e Jacopo ci raccontano il potere della Natura

Stefano Mancuso famoso botanico, accademico e saggista italiano che insegna arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze dice: 

Ritrovarsi, passare del tempo nel bosco, tra gli alberi, ha tali e tanti effetti positivi sulla nostra salute fisica e psichica che la cura delle foreste dovrebbe essere ambito della sanità più che dell’ambiente. “

Questa disciplina è stata creata appunto in Giappone, dove l’approccio alle cure per l’essere umano sono molto diverse dalle nostre occidentali. Per esempio, quando qualcuno va da un dottore giapponese dicendo che è stressato, ha mal di testa, o si trova in momento di crisi nella vita, il dottore invece di prescrivere dei farmaci, invita il paziente a fare un bagno di foresta. Ormai il Shinrin Yoku è arrivato da qualche anno anche in Italia, per aiutarci a risvegliare la nostra sensibilità verso il potere curativo e creativo che hanno le piante che ci circondano. 

Ma cosa cambia tra la forest therapy e una semplice camminata nella natura? La consapevolezza

Quando parliamo di piante, in molti si dimenticano che ci riferiamo all’85% di tutta la biomassa presente sul pianeta. In confronto umani, animali, insetti…rappresentano solo delle tracce pari complessivamente allo 0,5%. 

Molecole terapeutiche

Come ci ricorda il Presidente dell’Associazione di Medicina Forestale, il dott. Paolo Zavarella, circa 300.000 anni fa, la nostra specie (Homo Sapiens) ha iniziato ad evolvere e a diffondersi dall’Africa del nord a tutto il continente Euroasiatico. L’Homo Sapiens si è adattato a vivere proprio nelle Foreste che coprivano il territorio in maniera massiva.

Siamo stati “raccoglitori di erbe” per 290.000 anni! Siamo ancora antropologicamente Esseri Forestali. Solo da 10.000 anni siamo stati in grado di «coltivare la terra» e non solo raccogliere i Frutti e le erbe spontanee come cibo e rimedi… Solo da circa 2.000 anni (molto recentemente) siamo divenuti una “Specie Urbana».

Ci troviamo a vivere prevalentemente in Città e non più in Foresta solo da un paio di millenni, ovvero solo lo 0,6% del tempo di esistenza complessiva della nostra specie.

Le Foreste di 300.000 anni fa erano popolate da alberi e specie vegetali che a loro volta si erano evoluti in migliaia e milioni di anni… elaborando “Molecole Terapeutiche” che servivano, semplicemente, a curare se stesse! Gli animali e gli umani, vivendo nelle foreste, hanno sviluppato sulle proprie cellule i recettori adatti a rispondere positivamente alle sollecitazioni che giungono quotidianamente dagli alberi: profumi, odori, resine, oli essenziali, composti aromatici, trasudati, evaporati, frutti, fiori, radici, linfa.

Oggi molte di queste molecole sono conosciute e studiate come B-VOC (Biogenic Volatile Organic Compounds: Composti Organici Volatili di Origine Biogenica).

Moltissime molecole di origine vegetale (circa 6000 ad oggi) sono state studiate, isolate, tracciate, brevettate e riprodotte per via chimica e costituiscono la maggior parte dei farmaci conosciuti. Ma nessuno ha mai pagato i diritti alle piante che hanno davvero “inventato” quelle molecole.

Portiamo l’attenzione

La maggior parte delle persone quando fa una camminata nella natura, non porta la dovuta attenzione alle piante circostanti, è così che si perde la vera funzione terapeutica della vegetazione. Il vero cittadino della terra non è l’umano, ma sono le piante. Cosa succederebbe se l’uomo scomparisse dalla Terra? La terra vivrebbe meglio! Se invece dell’essere umano fossero le piante a scomparire? … non osiamo immaginare … 

Quando una persona media entra all’interno di un bosco, si porta dietro tutte le sue idee mentali e preconcette sulla società e sul senso dell’IO. Se siamo consapevoli di essere solo lo 0.5 % in questo pianeta, e che la maggior parte della terra è composta da piante, quando entriamo all’interno in una foresta, oppure ci troviamo di fronte ad un albero, possiamo lasciar da parte il nostro ego e le nostre idee su come deve essere la vita. 

Portare l’attenzione sulla relazione che abbiamo con questi esseri vegetali, ci permette di trarre il maggiore beneficio in termini di salute mentale, fisica e spirituale.

3 libri consigliati sulla vita nella natura

Ti invitiamo a leggere 3 libri capaci di introdurti nel meraviglioso mondo vegetale e alla vita nella natura, come mai hai vissuto prima e percepito con i tuoi sensi:

  1. “Verde Brillante” di Stefano Mancuso;
  2. “La mia quarantena nella giungla” – Ispir-Azioni per una nuova umanità di Lorenzo Olivieri;
  3. “Vivi gli Ecovillaggi d’Italia, Esperienze e Soluzioni dalla Vita Comunitaria”

Foreste Sacre: Gita alla Cascata dell’Acquacheta

Ascoltando i consigli degli amici Lorenzo e Jacopo, anche noi come forse avete visto dalle nostre stories su Instagram, questo mese abbiamo deciso di immergerci nella natura. Infatti appena riusciamo andiamo a fare delle passeggiate quotidiane nei parchi oppure scappiamo dalla città per fare dei trekking in mezzo ai boschi.

Vogliamo condividere con voi un bellissimo percorso che abbiamo fatto all’interno delle Foreste Sacre Casentinesi un paio di settimane fa.

Siamo giunti in piazza XXV Aprile di San Benedetto in Alpe, in provincia di Forli-Cesena, dove inizia il sentiero 407 CAI. Se non trovate parcheggio in questa piazza in zona ci sono altri posti dove poter lasciare l’auto.

Il nostro obiettivo era quello di arrivare alla Cascata Acquacheta, un luogo magico, pieno di buona energia. Questo percorso è anche famoso perché la cascata dell’Acquacheta è stato un luogo di ispirazione per Dante Alighieri da dedicargli alcuni versi (94 – 105) della sua Divina Commedia nel XVI Canto dell’Inferno.

Il sentiero si sviluppa lungo il fiume Acquacheta, dove il suo rumore armonioso vi accompagnerà per tutto il tragitto, immerso nella natura tra alberi e un’abbondante vegetazione. Il percorso all’andata è per lo più in salita, tra terra, mulattiere e pietre, ci sono alcuni ponti di legno che attraversano il letto del fiume.

Proseguendo per il sentiero si arriva a Cà del Rospo, una piccola abitazione in sassi, usata come bivacco. Se uno lo desidera lo può utilizzare come luogo per ripararsi e passare la notte, all’interno c’è anche un piccolo camino! Salendo sempre più per il sentiero si arriva ad un’altra costruzione, ormai restaurata, il Mulino dei Romiti.

L’ultima parte del sentiero è la più ripida, una mulattiera lastricata che porta direttamente a raggiungere quota 693 metri di altezza, sul belvedere della cascata dell’Acquacheta. 

La cascata ha un’altezza di 70 m e una larghezza che arriva sino ai 30 m. Proseguendo il percorso, dopo poco, si arriva ad una seconda cascata, quella di Lavane, dove si trova una piccola piscina naturale. Per tornare indietro alla partenza bisogna fare lo stesso giro al contrario. Non servono tante parole per descrivere la meraviglia di questa cascata, basta guardare le foto qui sotto. 

Lunghezza del percorso: 9 Km in totale (andata e ritorno)

Durata del percorso: 2 ore andata e ritorno 1 ora e 30 min. 

Difficoltà: E (escursionistico), medio-facile

Dislivello: 250 metri

Ecco qualche consiglio utile che vi servirà per affrontare questo percorso al meglio:

  • Indossare scarponcini da trekking, super consigliati soprattutto per affrontare le salite più ripide;
  • Vestirsi a strati ed eventualmente nel caso di pioggia portarsi una giacca impermeabile;
  • Portare cibo al sacco, frutta fresca e acqua o un thermos con dell’infuso;
  • Sgomberare la propria mente dalla quotidianità e immergersi completamente nella natura.

L’articolo in collaborazione con “Chakruna Way Of Living”.

Ti invitiamo a seguire il loro profilo su Instagram Chakruna Way Of Living.

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